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Carnevale della chimica #28: ecco il tema dell’edizione di maggio 2013

carnevale_della_chimica_largeE’ tempo di parlare di Carnevale della chimica. L’edizione dedicata a catalizzatori e catalisi si è conclusa e, benché a malincuore, è ora di lasciarli da parte per saltare subito al tema dell’edizione di maggio ospitata su Arte e salute. numero 27 che costituivano il nucleo centrale del tema del carnevale ospitato   (continua…)

Postato da: il: 5 maggio 2013 • Archiviato in: Call for Papers Nessun commento

IL 27esimo CARNEVALE DELLA CHIMICA E’ ON LINE

La ventisettesima edizione del Carnevale della Chimica è on-line su Marco Capponi’s blog.

MARCO CAPPONI's BLOG

Il tema? Arduo e vasto. Catalisi, vita, ambiente, ecologia: dieci interventi firmati da otto bloggers italiani ci conducono per mano ad esplorare la cinetica chimica, i fattori che influiscono sulla velocità delle reazioni e i catalizzatori.

SCHEMINO

Incontriamo i protagonisti della storia della catalisi, da Berzelius a Hertl, senza dimenticare Giulio Natta (nel cinquantenario dell’assegnazione del Nobel, ex-aequo con Karl Ziegler).

Immagine anteprima YouTube

Riflettiamo sugli enzimi, i catalizzatori biologici, che nelle cellule svolgono tante e differenziate funzioni, volte al mantenimento del sistema attraverso la regolazione dell’espressione dell’informazione genetica veicolata dagli acidi nucleici.

ACiDI NUCLEICI

Impariamo dalla natura: magari usando qualche molecola naturale per operare delle semplici sintesi in modo meno impattante (come la condensazione benzoinica senza KCN) oppure costruendo dei catalizzatori ad hoc che riescano a mimare la specificità degli enzimi, dall’evento di riconoscimento molecolare (del substrato da trasformare) all’enantioselettività (sul prodotto finale).

BENZOINO - su Chimica Sperimentale

Vi annuncio che la 28esima edizione del Carnevale della Chimica sarà curata da Emanuela Zerbinatti sul blog:

Arte e Salute – La scienza di curare e fare arte

 

PS: i commenti sul BLOG sono moderati: fate attenzione ad inserirli in modo corretto, che ogni tanto capita che il sistema non li accetti (poi non arrabbiatevi con l’autore se non li vedete pubblicati: siete stati preventivamente avvisati…).

 

GRAZIE A TUTTI !!!

BLOGGER, LETTORI, VISITATORI

AFFEZIONATI E OCCASIONALI…

 

Postato da: il: 22 aprile 2013 • Archiviato in: parliamo del Carnevale della Chimica Nessun commento

27esimo CARNEVALE DELLA CHIMICA: call for papers

Catalisi, vita, ambiente ed ecologia: è il tema proposto per la XXVII edizione del Carnevale della Chimica, in scena su… Marco Capponi’s blog – un blog piccolo (rispetto ai colossi della divulgazione scientifica italiana che hanno ospitato le precedenti edizioni) nel quale la chimica ha però un posto di riguardo.

Catalisi, catalizzatore: sono termini entrati nel linguaggio quotidiano, spesso con un significato traslato. Riflettiamo però sul fatto che anche la catalisi, sottoforma di applicazioni innumerevoli, permea la nostra di vita ogni giorno.

esempio di catalisi nella decomposizione dell'idrogeno perossido

La storia della catalisi nasce agli inizi del XIX secolo: il termine fu introdotto da Berzelius nel 1836, ma già precedentemente erano stati osservati fenomeni compresi nell’ambito della catalisi, come l’idrolisi dell’amido in ambiente acquoso acido e certe proprietà del platino – che ne giustificheranno in seguito l’impiego quale primo catalizzatore per l’ossidazione dell’anidride solforosa ad anidride solforica nel processo di sintesi per contatto dell’acido solforico (al posto delle camere di piombo).

Altri metalli nobili (palladio, rodio) e non “blasonati” troveranno impiego in catalisi: dagli studi di Sabatier sull’idrogenazione degli alcheni in presenza di nichel (reazione sfruttata ad esempio nella sintesi della margarina), passando per le grandi realizzazioni industriali (sintesi di ammoniaca, acido nitrico, metanolo, benzina…) si arriva fino al giorno d’oggi.

Senza catalisi il nostro vivere quotidiano sarebbe molto diverso: usiamo catalizzatori per abbattere gli inquinanti che escono dai motori dei veicoli – ma anche dalle ciminiere, usiamo catalizzatori per creare nuovi materiali, per cuocere meglio i cibi, per sintetizzare molecole svariate dagli usi più disparati.

La necessità di produrre senza sprecare energia e materie prime ci spinge a ricercare metodi sempre nuovi ed eco-compatibili: ecco perché vogliamo imparare dalla Natura e perfezionare le vie sintetiche che già abbiamo messo appunto e che già conosciamo, imitando gli enzimi (i catalizzatori biologici: nel video vedete la classica decomposizione dell’acqua ossigenata per via enzimatica, semplice esperimento utile anche a scopo didattico).

Immagine anteprima YouTube

I chimici (insieme a biologi, medici e altri scienziati) studiano gli enzimi e le loro funzioni non solo per approfondire la conoscenza della fisiologia degli organismi, ma anche per imitarne in provetta il funzionamento e costruire in laboratorio dei catalizzatori (artificiali o sintetici) che abbiano le caratteristiche di specificità degli enzimi.

Perché i chimici si dedicano a questo?

Prima di tutto perché è bello e contribuisce ad accrescere progressivamente e maggiormente la comprensione dei complessi fenomeni che determinano la vita sul nostro pianeta.

Secondariamente, perché questi studi possono avere un’applicazione nella sintesi di molecole complesse, molto spesso d’interesse farmaceutico o commerciale (fragranze, aromi, etc.) secondo strategie di sintesi che potrebbero evitare la formazione di sottoprodotti, da separare dal target mediante l’impiego di solventi (con tutto ciò che comporta) e con ampio dispendio energetico.

Tutto questo (e molto altro che ometto per brevità e per il piacere di lasciarvelo scoprire e di raccontarlo) lo riassumo nel motto: Catalisi, vita, ambiente ed ecologia e vorrei proporlo come tema conduttore del prossimo Carnevale della Chimica.

Se vi va di aderire, scrivetemi una mail all’indirizzo: mmcapponi@libero.it entro il 21 aprile prossimo. Sentitevi liberi di mandare anche contributi fuori tema: le sorprese sono sempre belle e gradite… anche se questo tema è una coperta talmente ampia da coprire tutto e tutti! O no?

Postato da: il: 26 marzo 2013 • Archiviato in: Call for Papers,Stabiliamo il tema del prossimo carnevale 1 commento

La Chimica della difesa – Il Carnevale della Chimica n. 26 è on line!

Ringrazio tutti gli autori che con impegno e passione hanno partecipato al Carnevale della Chimica con bel 16 contributi!

difesa-contro-fitoGrazie a loro anche questa ventiseiesima edizione è stata realizzata. Nonostante il carattere altamente interdisciplinare del tema, a cavallo tra chimica e biologia, i blogger si sono cimentati nella stesura di post dal taglio decisamente originale, coprendo un’ampia varietà di casi-studio: dalla classica interazione antigene-anticorpo alle sostanze chimiche sviluppate da microrganismi, animali e piante per difendersi dagli attacchi esterni; dalla descrizione di alcune molecole chiave per la comprensione dei processi metabolici all’inquinamento causato da una vera e propria aggressione da parte dell’uomo nei confronti dell’ambiente, che non sempre può annullare o minimizzare i danni che ne derivano. Anche lo stile degli articoli lascia al lettore curioso una grande possibilità di scelta: l’inesperto troverà utili gli articoli dallo spiccato carattere didattico, che potranno essere utilizzati anche dagli insegnanti come supporto alla spiegazione in classe; coloro che già possiedono conoscenze approfondite per base culturale o esigenze professionali saranno maggiormente interessati ai contributi di taglio specialistico.

Potete visionare qui l’edizione n. 26 del Carnevale della Chimica che ho avuto l’onore di ospitare.

Buona lettura e buona primavera  tutti voi!

Teresa Celestino

Postato da: il: 24 marzo 2013 • Archiviato in: parliamo del Carnevale della Chimica Nessun commento

26º Carnevale della Chimica – Call for Papers

Lo spazio che ospita questo ventiseiesimo Carnevale della Chimica è inizialmente nato come prosecuzione del blog “Urto efficace“, che oltre ad aver partecipato a numerose edizioni del Carnevale ne ha ospitato uno nel settembre 2011. L’autrice aspettava l’occasione propizia per riprendere il cammino interrotto ormai da mesi. Quale migliore opportunità di un nuovo appuntamento tra appassionati di divulgazione chimica?

Ig

Ho scelto come tema la Chimica della difesa. Il nostro organismo deve fronteggiare continui attacchi di un gran numero di nemici, servendosi di armi specifiche ed efficienti posti di blocco. Anche se non ce ne accorgiamo questo esercito invisibile preserva il nostro stato di salute, arrendendosi alla malattia solo quando gli aggressori sono particolarmente forti. I nemici possono essere agenti patogeni come virus, batteri, protozoi, vermi o funghi; ma anche sostanze chimiche tossiche o agenti fisici come radiazioni o polveri. I carnevalisti potranno sbizzarrirsi nel descrivere i più svariati tipi di difesa descrivendo la struttura e l’azione dei nostri apparati bellici, ad esempio:

- quali sono le proprietà chimico-fisiche che consentono alla pelle di fungere da barriera selettiva nei confronti degli agenti esterni?

 - come le sostanze chimiche contenute nella saliva, nel sebo, nel muco e nel sudore creano un ambiente ostile per il nemico bloccandone l’avanzamento?

- quali molecole sono all’origine della risposta infiammatoria e della febbre una volta che gli aggressori sono riusciti a penetrare nell’organismo?

 - quali indicatori chimici ci segnalano l’acquisizione dell’immunità, ovvero della capacità di resistenza a un particolare virus o microrganismo?

- come avviene la cicatrizzazione di una ferita o la riparazione del tessuto osseo dopo una frattura?

Dato che le nostre difese non sono sempre efficienti, spesso occorrono degli aiuti esterni per prevenire possibili danni; fra questi, i vaccini e i disinfettanti rappresentano due grandi conquiste dell’umanità che sarebbe interessante affrontare da una prospettiva storica.

Talvolta il sistema immunitario è invece troppo solerte, tanto da danneggiare lo stesso organismo che mira a difendere; è il caso delle allergie, delle malattie autoimmuni, del rigetto in caso di trapianto di organi o dell’agglutinazione causata dalle trasfusioni di sangue. La ricerca ha compiuto notevoli passi in avanti nella cura e nella prevenzione di queste disfunzioni, ad esempio progettando materiali biocompatibili ben tollerati.

Se molte malattie sono state debellate grazie ad una azione preventiva di massa, siamo ancora indifesi nei confronti di aggressori particolarmente subdoli e resistenti. Tuttavia la sempre maggiore conoscenza dei meccanismi di funzionamento del sistema immunitario fa ben sperare in un progressivo miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni.

Nel nostro piccolo dovremmo osservare le necessarie cautele per non stancare i nostri piccoli soldati più del dovuto evitando quando possibile l’esposizione a fattori di rischio, senza trascurare lo stress di cui troppe volte siamo vittime. Ah, ecco un altro spunto per gli amici di questo ventiseiesimo carnevale: quali sono i meccanismi biochimici attraverso i quali lo stress abbassa le nostre difese? 

Dimenticavo: ovviamente non siamo i soli a possedere sistemi chimici di difesa, tutti i viventi dei cinque regni sono in grado di attivarli! Dunque, ben vengano contributi sulle strategie sviluppate da altri organismi come piante, animali o funghi.

Aspetto i vostri contributi entro il 21 marzo all’indirizzo teresa[at]teresacelestino.net, in modo da pubblicarli entro i due giorni successivi su http://www.teresacelestino.net/teresacelestino.net/Blog/Blog.html

A presto!

Teresa Celestino

Fonte dell’immagine: Associazione Immunodeficienze Primitive ONLUS

Postato da: il: 5 marzo 2013 • Archiviato in: Call for Papers Nessun commento

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